La Talassoterapia nell’antichità

L’Egitto e la Grecia

Gli egiziani furono i primi a riconoscere le virtù terapeutiche dell’acqua di mare. Ippocrate, Galeno, Platone ed Aristotele ne consigliavano l’uso in bagni caldi per curare ed asciugare le ferite ma anche a fini preventivi.

"La cura di sole e la cura di mare si impongono nella maggior parte delle malattie e soprattutto negli affezioni della donna" Erodoto (484 A.C.) " Il mare lava i dolori di tutti gli uomini" Euripide, (420 A.C.)

I Romani

I romani inventano la pelo-iodoterapia che consiste: in bagni di fango a partire da sedimenti estratti dal fondo dei laghi marini.

Il Solarium, nelle terme romane, serviva per i bagni di sole, come riferisce Plinio (23-79 D.C.) che, con Cicerone (106-43 A.C.) chiamava i bagni di mare « Sol arsus ».

Per ristosare le forze dei suoi schiavi, Catone l’anziano faceva loro servire dell’acqua di mare nel vino cotto.

Svetonio racconta che Antonio Musa guarì Augusto con i bagni di mare e ricevette l’anello d’oro dei cavalieri dopo che venne eretta una statua in suo onore nel tempio di Esculapio.

Grazie alla vasta iconografia, che cinge l’antico simbolico solare e marino, appare un’evidente sacralità del sole e del mare.